Tra sogno e realtà
In data 19 maggio 2012 si è svolto nello stadio Meazza in San Siro un progetto interamente dedicato ai giovani, alle loro aspirazioni e ai loro sogni: Junior Soccer Factory. Qualcuno, calpestava l’erba di S Siro come fanno i grandi campioni, qualcun altro era seduto nelle tribune stampa e appuntava sul suo block-notes ciò che lo colpiva maggiormente. Io ero tra questi ultimi per sentirmi una giornalista sportiva, anche solo per un giorno. La mattinata è iniziata con le partite tra gli Allievi di Inter, Milan e Roma per conquistare il trofeo JSF CUP, vinto meritatamente dagli Allievi della Roma.
Nel primo pomeriggio noi Junior Reporter siamo stati accompagnati nella sala stampa, dove i giornalisti più famosi intervistano i calciatori e gli allenatori dopo le partite. Lì alcuni giornalisti ci hanno avvicinato maggiormente a quello che è il mondo della stampa sportiva, ci hanno dato alcuni consigli e hanno regalato qualche frammento della loro esperienza.
Più tardi abbiamo avuto il piacere di assistere alle amichevoli delle squadre dei Pulcini, piccoli d’età ma con nulla da invidiare agli atleti adulti.
E’ stata davvero una fantastica esperienza e oltre alla sana competitività che si creava in campo si respirava un clima di amicizia e di gioia generale. L’emozione di tutti i partecipanti si poteva toccare e i cuori dei ragazzi, che giocavano nello stadio che solitamente vedono soltanto in televisione, si potevano quasi sentire dagli spalti.
L’evento aveva, oltre al lato divertente e spensierato, una parte più seria. La JSF CUP era dedicata alla Campagna UNICEF Vogliamo Zero, una campagna molto interessante che ci ha messi davanti a un grande problema con il quale, in qualità di ragazzi e ragazze, non siamo abituati a confrontarci: la mortalità infantile.
A questo evento hanno inoltre partecipato alcuni dei comici più famosi di Zelig e Colorado insieme alle Vecchie Glorie del Calcio. Anche loro, con un pizzico d’ironia, si sono messi in gioco dimostrando di essere persone disponibili e sensibili nei confronti dei giovani. Questa partita è stata davvero particolare, infatti, non si era mai vista una partita nella quale tutti i giocatori fossero contrassegnati dal numero “0”, ma tutto questo non era stato fatto per caso. Lo “ZERO” aveva un senso ben preciso, più che altro un desiderio comune a tutti: far scendere la mortalità infantile fino al numero che comici come Barbato, Pintus, Pucci e molti altri ancora avevano sulla loro maglia.
La cosa in assoluto più bella che ho notato in questa giornata è stata l’impegno che ci hanno messo grandi e piccoli per far trascorrere a tutti una giornata divertente all’insegna delle risate, ma allo stesso tempo per sensibilizzare tutti i presenti sulla causa portata avanti dall’UNICEF.
di Serena Marrandino, 14 anni
Emozioni da brivido per piccoli calciatori
Era stato presentato come un grande evento e i fatti non hanno smentito le previsioni. Sabato 19 maggio 2012 si è svolta la terza edizione della JSF Cup (Junior Soccer Factory), patrocinata dall’Unicef e caratterizzata da una serie di iniziative che hanno avuto per palcoscenico lo storico stadio milanese di San Siro. Si percepisce l’emozione, vibra nell’aria, perché tutti coloro che si trovano a calpestare il campo del grande stadio provano sempre un brivido, uno di quelli che senti correre lungo la schiena e ti fa muovere le gambe, ti senti piccolo in quel campo immenso, ma le gambe vogliono correre dietro quella palla proprio come fanno i grandi campioni. Lo hanno fatto tutti. Prima gli allievi di Milan, Inter e Roma che si sono sfidati in un triangolare terminato con la vittoria della Roma e poi tanti piccoli campioni, tutti orgogliosi di portare in un simile tempio del calcio i colori della propria società di appartenenza. Tante squadre provenienti da tutto il centro-nord del nostro bel Paese, circa 1200 giocatori, quella giornata hanno voluto viversela tutta secondo quei valori propri dello sport che talvolta pensiamo siano andati perduti quando apriamo il giornale e leggiamo le notizie di scandali che stanno rovinando questo mondo. Quei bambini invece la palla l’hanno inseguita, giocata e condivisa con il solo desiderio di divertirsi, di giocare e certo anche di vincere ma non a ogni costo e con qualsiasi mezzo. Ancora una volta i piccoli hanno insegnato qualcosa al mondo degli adulti. Vederli giocare su quel campo è stato bellissimo, tutti si divertivano e persino i loro tifosi erano contenuti e rispettosi dell’atmosfera che si era creata. “Una grande esperienza per i bambini ma anche per noi adulti che con la “scusa” di accompagnare loro in campo ci siamo gustati questo momento e abbiamo sognato ad occhi aperti vedendoli giocare”, ha commentato Luca Panigada, vice direttore sportivo di una storica società di Milano, il CDA Villapizzone che veste i colori giallo viola. Ma la giornata non è finita perché alle 18,30 scendono in campo dei giocatori molto particolari. Sono i comici di Zelig e di Colorado. Nessun numero sulle magliette solo lo zero secondo quanto proclamato dallo slogan dell’Unicef: “Ogni giorno muoiono 22000 bambini per cause prevenibili. Vogliamo arrivare a zero” e tutti in fondo lo vogliamo. Ma eccoli in campo pronti a sfidarsi dopo un minuto di silenzio per ricordare la giovane vittima della strage di Brindisi. Accanto agli attori di Zelig le vecchie glorie dell’Inter, per quelli di Colorado invece esponenti del Milan. Una partita equilibrata che però non ha risparmiato momenti di comicità come tutti i giocatori a terra subito dopo il calcio di inizio o la squadra di Colorado che al di là di ogni regola schiera una squadra formata da dodici calciatori. Il risultato dopo 90 minuti di gioco molto equilibrato e con i portieri impegnati a realizzare belle parate, è di un bel pareggio, 3 a 3. E visto che siamo prossimi tutti a ricevere le pagelle diamo anche un meritato 7 a Pintus, un 9 al mimo Simone Barbato, che nulla ha da invidiare ai calciatori professionisti mentre la corona del marcatore, con il massimo dei voti, a Ganz che di calcio ne ha sempre saputo molto. Bravo il Colorado team che ha fatto girare la palla molto meglio degli avversari, troppo concentrati a mettere in atto azioni individuali. Ma il risultato li vuole a pari merito e ci piace che sia così. La giornata è finita, i giocatori se ne vanno ma le emozioni restano e resteranno per molto tempo, lo so mentre scrivo a distanza di giorni e quel brivido scende ancora lungo la schiena.
di Alessio Freddi, 16 anni
JSF PER ARRIVARE A ZERO.
Ragazzi di molte squadre italiane hanno partecipato il 19 maggio al JSF Cup, giunto alla sua terza edizione. Tra tutte le squadre presenti c’eravamo anche noi… gli emozionatissimi pulcini della Polisportiva Airoldi di Origgio!
Non ci sembrava vero quando il nostro allenatore ce lo ha comunicato… proprio noi potevamo partecipare ad un appuntamento di grande valore sportivo e sociale (quest’anno i fondi raccolti saranno destinati alla Campagna Unicef Vogliamo Zero contro la mortalità infantile).
Siamo partiti da Origgio insieme ai nostri papà che erano quasi più emozionati di noi, in un batter d’occhio siamo arrivati a San Siro e …wow…che emozione trovarsi proprio lì… quante volte l’ho visto in televisione ma dal vivo… fa tremar le gambe!
Appena entrati abbiamo assistito alle finali del triangolare Allievi Milan, Inter e Roma e, malgrado l’Inter abbia vinto le due precedenti edizioni, quest’anno ad avere la meglio è stata la Roma mentre l’Inter si è classificata seconda ed il Milan terzo.
Finalmente, alle 13, dopo essere stati chiamati dalla voce al microfono io ed i miei compagni ci prepariamo e scendiamo in campo.
Le gambe ricominciano a tremare e, arrivati alla porta di accesso al campo di gioco alzo lo sguardo sulle tribune e mi manca il respiro:tantissime persone sono in attesa di guardare la nostra partita e il mio cuore va a mille all’ora.
Tutto è pronto, salutiamo l’altra squadra (l’Ausonia) e si comincia… andiamo in vantaggio 1-0 ma purtroppo poco dopo un tiro da lontano si infila sotto la traversa ed io, che sono il portiere, non riesco a pararlo. 1-1. La partita sembra essere finita ma all’ultimo minuto un altro tiro uguale a quello di prima si infila in porta senza che l’altro portiere della mia squadra riesca a pararlo… che sfortuna 2-1 l’arbitro fischia la fine e...peccato, abbiamo perso.
Esco dal campo un po’ arrabbiato ma ben presto mi passa perché potrò raccontare ai miei amici di aver giocato in uno degli stadi più importanti del mondo.
Torniamo ai nostri posti e dopo un po’ io e Nicolò che siamo i Junior Reporter della nostra società veniamo chiamati per andare a visitare posti “off limits” dello Stadio: il museo, gli spogliatoi e la sala stampa - che è il luogo dove ogni domenica i giornalisti sportivi seguono la partita di calcio per poi scrivere l’articolo per il giornale - dove alcuni giornalisti sportivi ci hanno rivelato i segreti per scrivere un buon articolo.
Verso le 16,30 abbiamo assistito alla sfida tra i comici di Zelig e quelli di Colorado (che prima ci avevano fatto un sacco di autografi) che hanno giocato con il numero zero sulle magliette per sottolineare l’obiettivo di quest’anno il cui slogan è “Ogni giorno muoiono 22.000 bambini per cause prevenibili. Vogliamo arrivare a zero”.
La giornata è finita, stanchi ma felici, siamo tornati a casa con il sogno di rivivere, il prossimo anno, questa esperienza meravigliosa… magari vincendo la nostra partita!
di Tommaso Bettolo, 9 anni
Io, Ballerino alla Scala
Il 19 maggio 2012 io e “il mio Caro Nonno”, l’accompagnatore, ci siamo recati nel paradiso terrestre degli amanti del calcio: la sola e unica “Scala del Calcio”. La giornata era organizzata dalla Junior Soccer Factory a favore dell’Unicef, l’ente che si occupa dell’assistenza alle famiglie del Terzo Mondo.
La giornata era cominciata con frenesia,l’attesa del viaggio verso il Tempio calcistico non era mai stata così lunga e piacevole. Appena siamo arrivati a Milano io e il nonno ci siamo subito emozionati di fronte alla maestosità dello stadio. Per entrambi era la prima esperienza dal vivo in uno stadio ,che fino al giorno prima avevamo avuto modo di ammirare solo in tv.
Quando ci hanno fatto entrare,la sensazione che abbiamo provato è stata indescrivibile: una ventata di odore di prato fresco ci ha investito e 80000 seggiolini ci circondavano,i fischi dell’arbitro interrompevano la mia incredulità,che ormai sfiorava sempre più il cielo. Mentre ve la racconto, è come se la provassi ancora oggi.
Dopo esserci ripresi dallo shock, io e il nonno ci siamo seduti nel settore arancione e abbiamo assistito al torneo “giovanile” già in corso d’opera. La prima partita che abbiamo visto è stata tra gli allievi di Inter e Roma,vinta dai padroni di casa ai calci di rigore. Tutti poi attendevano il derby Inter-Milan, che poi è stato vinto dai rossoneri. Alla fine però nonostante l’impegno dell’Inter campione in carica e il sudore del Milan,il trofeo è stato vinto dall’unica squadra che non era milanese: La Roma.
Durante la premiazione già si allestivano i “campetti” per i piccolini di 72 squadre diverse, giunte sin lì per vivere l’occasione unica di disputare una giornata diversa all’insegna dell’amicizia e dell’aiuto verso i più bisognosi.
Io non ero li per giocare, ma il mio ruolo era quello di Junior Reporter della società A.S.D Gropello San Giorgio. Giunte le 15 io e il nonno ci siamo recati all’ingresso numero 7 dove il nostro tour sarebbe partito. Poi abbiamo visitato la famosa sala stampa,dove tempo fa si sedette Mourinho, e dopo averci spiegato come si compone un articolo sportivo, ci hanno portato nella tribuna stampa, dove i telecronisti della tv commentano le partite di Inter e Milan;qui abbiamo potuto vedere le partite dei pulcini che si stavano disputando. Il tempo di un panino al volo, ed il Museo della “Scala”, dove i cimeli di Inter e Milan erano riposti, ci attendeva:è stato eccitante vedere la coppa campioni di persona!
Ma le emozioni ancora non erano finite: ritornati nel settore vicino alla tribuna stampa, ci siamo potuti godere l’avvincente scontro tra i comici di Zelig e quelli di Colorado; tutti indossavano la maglia con il numero 0,a testimonianza dell’iniziativa Unicef “vogliamo zero”.
Insomma,una giornata memorabile,ricca di esperienze fantastiche,specialmente per un ragazzo di 16 anni amante del calcio , che in continuo movimento, tra riflettori e tribuna stampa, immerso in tanta maestosità si sentiva proprio come un “Ballerino alla Scala”.
di Nicola Donato, 16 anni
L'emozione in Campo
GIOCANDO IN UN CAMPO FAMOSO I RAGAZZI HANNO POTUTO SENTIRE UN’EMOZIONE CHE NON AVEVANO MAI PROVATO.
La squadra dei pulcini 2003 della mia società di calcio (A.S.D. PROVIGEVANO) ha partecipato alla JSF CUP 2012.
Questo evento davvero speciale si è svolto sabato 19 maggio allo stadio Giuseppe Meazza di Milano ed è stato organizzato in favore di UNICEF e della sua campagna ‘’Vogliamo zero’’ per i bambini meno fortunati di noi.
I ragazzi hanno partecipato alla giornata per provare l’emozione di giocare sull’erba di uno stadio simbolo del calcio mondiale, dove si sono svolte le imprese dei calciatori più famosi.
La giornata è iniziata con una abbondante colazione nel bar del nostro centro sportivo e poi partenza verso lo stadio di San Siro.
Al nostro arrivo lo stadio era pieno di gente: forse 10.000 persone e gli allievi della squadre di Roma e Milan stavano giocando.
Finita la partita ne è iniziata un'altra tra gli allievi del Milan e dell'Inter, poi dopo la fine del torneo vinto dalla Roma, sono state chiamate le prime squadre della categoria pulcini per le loro partite.
Dopo un po’ di tempo ha giocato la mia società contro la squadra di San Pellegrino Terme; nonostante l’emozione i ragazzi hanno vinto 3 a 0, ma anche gli avversari sono stati molto bravi.
Dopo questa partita come una vera giornalista accreditata ho avuto il privilegio di essere accompagnata a visitare: la sala stampa, la tribuna stampa, gli spogliatoi e il museo dello stadio.
In sala stampa si ritrovano gli allenatori e i giornalisti nel dopo partita; in questa sala un giornalista ha spiegato cosa e come dovevamo fare per scrivere un articolo, io sicuramente ora non ho messo in pratica i suoi consigli, ma grazie a lui e alle mie maestre diventerò brava in seguito.
Dalla tribuna stampa ho visto la seconda partita della mia società che però ha perso 2 a 0.
Gli spogliatoi del Milan e dell’Inter sono bellissimi!!!!
Dopo aver visitato gli spogliatoi sono entrata nel museo dove ho visto: coppe, maglie, foto, quadri che raccontano la storia gloriosa dalle due grandi società calcistiche milanesi.
Alla fine di questa giornata meravigliosa c’è stata una partita fra i comici di Zelig e Colorado contro le Vecchie Glorie del calcio; non so come è andata a finire perché volevo andare a giocare a PES 12.
Fare per un giorno la Junior Reporter è stato come fare una vera giornalista.
È STATO MOLTO EMOZIONANTE E DIVERTENTE!!!!
VORREI RIPROVARCI ANCORA
di MIRIAM ALBERTARIO, 11 anni





















